Maggio 8, 2024

Superbonus 110%, chi ha ancora diritto a sconto in fattura e cessione dei crediti? Le soluzioni per gli esclusi

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Il panorama del Superbonus nel 2024 si presenta intricato e pieno di incertezze. Il recente decreto del governo Meloni ha portato significative restrizioni, lasciando molte persone fuori dalle agevolazioni fiscali tanto attese. Esaminiamo le nuove regole, chi ne beneficia e chi è stato escluso, oltre a esplorare possibili soluzioni per coloro che si trovano in una situazione di disagio.

Superbonus 110%, chi ha ancora sconto in fattura e cessione crediti e cosa possono fare gli esclusi

Il decreto, approvato a fine marzo, ha stretto ulteriormente le maglie delle condizioni per accedere allo sconto in fattura e alla cessione del credito, creando una serie di limitazioni che colpiscono diverse categorie di contribuenti. Tra le principali condizioni per mantenere le agevolazioni, vi è la necessità di aver avviato i lavori entro una certa data, di avere fatture che dimostrino l’inizio degli interventi e di rispettare precise scadenze procedurali.

Tuttavia, mentre alcuni ancora possono usufruire delle agevolazioni, molti si trovano ora di fronte a un bivio: affrontare interamente il costo dei lavori o cercare soluzioni alternative per ottenere almeno parte dei benefici fiscali. Uno dei principali problemi che emerge è la cosiddetta “incapienza fiscale”, che penalizza coloro che non possono recuperare completamente i crediti fiscali a cui hanno diritto.

Chi ha ancora diritto a cessione del credito e sconto in fattura sul Superbonus

Le categorie che possono ancora approfittare dello sconto in fattura sono decisamente ridotte. Attualmente, stando al testo del decreto in lavorazione al Senato, possono usufruire dello sconto in fattura solo coloro che effettuano lavori di recupero e ricostruzione degli edifici nelle zone terremotate del Centro Italia, oltre ai lavori su case popolari e del Terzo settore, ma solo a condizioni stringenti.

Il problema della capienza fiscale colpisce coloro che non possono sostenere la spesa dei lavori in un’unica soluzione. Con le misure attuali, sarà sempre necessario pagare il 30% del costo totale. Per quanto riguarda il restante 70% coperto dal bonus, alcune soluzioni di fortuna potrebbero esserci. Ad esempio, se i lavori vengono eseguiti in una casa di proprietà di più persone o con inquilini, potrebbe essere quella con il reddito più alto a pagare formalmente le fatture, in modo da poter poi detrarre i crediti nel tempo.

Le possibili soluzioni per gli esclusi del Superbonus

Una delle proposte presentate in Senato è quella di permettere di scalare lo sconto fiscale in dieci anni, anziché in cinque. Questo consentirebbe una distribuzione più agevole dei crediti fiscali nel tempo, riducendo il rischio di perdite per coloro che hanno un reddito più basso. Tuttavia, resta da vedere se questa proposta sarà accolta e quanto effettivamente potrebbe aiutare coloro che sono stati esclusi dalle agevolazioni.