Febbraio 21, 2024

Superbonus, scatta la tassa per chi vende l’immobile ristrutturato col beneficio prima dei 10 anni

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A partire dal primo gennaio di quest’anno, è entrata in vigore una significativa imposta per coloro che vendono un immobile ristrutturato usufruendo del Superbonus al 110% prima dei 10 anni. Questa misura è stata introdotta con l’obiettivo di scoraggiare le vendite speculative e garantire che le detrazioni fiscali siano effettivamente impiegate per migliorare l’efficienza energetica degli edifici residenziali.

La stretta sul bonus edilizio per il 2024 riguarda non solo la detrazione per i lavori svolti quest’anno, che è stata ridotta al 70%, ma introduce anche una nuova imposta sul capital gain immobiliare. Questa tassa, calcolata sul guadagno ottenuto rispetto al valore di acquisto dell’immobile ristrutturato, richiede un pagamento del 26% su tale guadagno. In pratica, chi vende un immobile ristrutturato con l’incentivo edilizio prima dei 10 anni dall’intervento dovrà affrontare questa imposta sul profitto ottenuto.

Tuttavia, sono previste alcune eccezioni a questa normativa. Ad esempio, gli immobili ereditati tramite successione o donazione, così come quelli utilizzati come abitazione principale dal cedente o dai suoi familiari per la maggior parte dei 10 anni precedenti la vendita, non saranno soggetti a questa tassa aggiuntiva.

La plusvalenza, ovvero la differenza tra il prezzo di acquisto (o costo di costruzione) e il corrispettivo ricevuto dalla vendita dell’immobile, è il parametro su cui si basa questa imposta. È importante ricordare che in caso di vendita di immobili soggetti a lavori, acquisiti o costruiti da oltre 5 anni, il prezzo di acquisto o il costo di costruzione viene rivalutato in base all’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati.

In situazioni in cui si sia beneficiato della cessione del credito o dello sconto in fattura, e quindi non si siano sostenuti esborsi economici diretti, è necessario considerare che le spese beneficiate dal Superbonus del 110% vengono conteggiate solo se gli interventi si sono conclusi entro 5 anni dalla cessione. Altrimenti, tali spese vengono conteggiate al 50%, sempre entro il limite dei 10 anni precedenti la vendita.

Per quanto riguarda la detrazione nella dichiarazione dei redditi, tutte le spese possono essere prese in considerazione. Inoltre, per gli immobili acquisiti o costruiti da oltre 5 anni, il prezzo di acquisto o il costo di costruzione viene rivalutato in base all’indice Istat.

Infine, per quanto riguarda le imposte da pagare sulle plusvalenze, i contribuenti possono scegliere tra l’applicazione dell’imposta sostitutiva del 26% o le aliquote progressive dell’Irpef, tenendo presente che queste ultime tendono ad essere meno vantaggiose.