Dicembre 6, 2023

Superbonus, come affrontare i ritardi nei lavori: soluzioni e responsabilità

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Nel panorama degli interventi edilizi che mirano a beneficiare del Superbonus, una delle sfide più rilevanti è rappresentata dai ritardi nell’esecuzione dei lavori, in quanto tali protrazioni potrebbero compromettere la possibilità di godere dei vantaggi fiscali previsti dalla cessione dei bonus al 110%. Tale situazione si manifesta spesso a causa di inadempienze contrattuali e di una scarsa pianificazione dei lavori.

Le cause dei ritardi possono essere diverse e coinvolgere diversi attori coinvolti nel progetto edilizio, come tecnici, fornitori o subappaltatori. Tuttavia, è frequente l’abbandono del cantiere da parte dell’appaltatore, generando conseguenze che vanno al di là dei semplici rallentamenti nei lavori.

Tutela e azioni correttive

Di fronte a questi scenari, è essenziale per il committente avere un contratto d’appalto ben strutturato, che regoli i tempi e contenga “clausole di salvaguardia” a suo favore. Tuttavia, con l’ampia diffusione di contratti “a crocette” nell’ambito del Superbonus, alcuni committenti potrebbero trovarsi privi di adeguate garanzie.

La risoluzione del contratto per giusta causa, solitamente valida in condizioni normali, diventa problematica nell’ambito delle scadenze fiscali, rendendo difficile trovare sostituti pronti a subentrare.

Alternative e responsabilità

Un’alternativa potrebbe essere intraprendere un’azione giudiziale per ottenere una sentenza che obblighi l’impresa a completare i lavori entro termini specifici, ma i tempi della giustizia non sempre coincidono con le esigenze dei contribuenti.

Nel caso in cui un’impresa si fosse impegnata contrattualmente ad eseguire determinati lavori senza alcun costo per il committente, offrendo uno sconto in fattura del 110%, e avesse stabilito un preciso termine per completare tali lavori, l’abbandono del cantiere costituisce indubbiamente una grave violazione del contratto, che deve essere ufficialmente contestata.

È pertanto consigliabile che il condominio invii una formale diffida tramite pec all’impresa, assegnandole un termine stringente entro il quale riprendere e portare a termine i lavori. È fondamentale specificare chiaramente che se le attività non saranno eseguite correttamente entro il tempo prestabilito per garantire i benefici fiscali concordati, l’impresa sarà responsabile di tutti i danni conseguenti.

Purtroppo, non sempre tali procedure formali possono funzionare. Tuttavia, le responsabilità non ricadono esclusivamente sull’appaltatore.

La responsabilità del direttore dei lavori

È di primaria importanza, oltre alla stipula del contratto di appalto, analizzare attentamente gli accordi instaurati con il direttore dei lavori, figura professionale di fiducia del committente incaricato di salvaguardare gli interessi sia per l’esatta esecuzione dei lavori sia per la gestione dei rapporti con l’appaltatore. Pur mancando una specifica regolamentazione per gli appalti privati, per comprendere i doveri e le responsabilità del direttore dei lavori, si fa riferimento alle normative che regolano gli appalti pubblici, tra cui spicca il “Nuovo Codice dei contratti pubblici”, previsto dal Dlgs 36/2023, che fornisce importanti indicazioni in tal senso.

L’articolo 122, comma 3, del suddetto Codice, trattando della “risoluzione” del contratto, specifica che “Il contratto di appalto può essere risolto in caso di grave inadempimento delle obbligazioni contrattuali da parte dell’appaltatore, tale da compromettere il buon esito delle prestazioni. Il direttore dei lavori […] quando accerta un grave inadempimento […] avvia, in contraddittorio con l’appaltatore, il procedimento disciplinato dall’articolo 10 dell’allegato II.14”.

Questo procedimento, delineato dall’articolo 10 dell’allegato II.14 del “Nuovo Codice dei contratti pubblici”, consiste nella redazione di una dettagliata relazione da parte del direttore dei lavori, in cui sono esposti gli addebiti all’appaltatore, assegnando a quest’ultimo un termine non inferiore a quindici giorni per rispondere.

Si comprende pertanto che il direttore dei lavori ha il compito principale di gestire la situazione e di intervenire prontamente per evitare che l’operato dell’appaltatore arrechi danni al committente.

Sempre in relazione all’articolo 122, il comma 4 sottolinea che “nel caso in cui, al di fuori di quanto previsto al comma 3, l’esecuzione delle prestazioni subisca ritardi a causa della negligenza dell’appaltatore rispetto a quanto concordato nel contratto, il direttore dei lavori […] assegna all’appaltatore un termine entro il quale completare le prestazioni. Se scaduto tale termine e persiste l’inadempimento, la stazione appaltante può risolvere il contratto”.

È evidente, quindi, che in caso di inadempimento o ritardo dell’impresa, il direttore dei lavori deve agire prontamente, emettendo direttive chiare e assegnando termini come indicato. Se ciò non avviene, si configura un errore professionale che potrebbe essere oggetto di contestazione formale. Se questo errore causa danni tangibili, il professionista potrebbe essere chiamato a rispondere attraverso la propria assicurazione.

Una risposta efficace

In presenza di ritardi che possono causare danni economici al committente, è importante contestare formalmente l’inadempimento all’impresa, assegnando un termine per il completamento dei lavori. Parallelamente, è cruciale valutare se il direttore dei lavori abbia esercitato correttamente i propri compiti.

Queste valutazioni richiedono l’assistenza di professionisti qualificati per garantire un’analisi accurata e individuare eventuali responsabilità. Affrontare ritardi e inadempienze richiede un approccio strategico e preciso, fondato su una comprensione approfondita delle dinamiche contrattuali e delle responsabilità coinvolte. Fonte: lavoripubblici.it